Chi sono

Un’anima che ha scelto di ritrovarsi nel corpo …

tra cicatrici e silenzi, imparo a sentirmi intera.

Chi sono

Mi chiamo Margareta Crivat ma per tutti sono Maggie, ho origine romena, nata nel 1979.
Anche se avevo solo dieci anni quando il comunismo è caduto, porto ancora dentro l’impronta di generazioni cresciute nella rigidità, nel senso del dovere, nella mancanza di libertà di scelta.

Nel 2007 ho lasciato il mio Paese. Mi sono sposata e oggi sono madre di due splendide figlie.
Sono laureata in Management – Finanza e Contabilità, con oltre dieci anni di esperienza nel mondo dei numeri.
Sembrava la strada più logica da seguire.
Eppure, ogni volta che pensavo di tornare a quel lavoro, sentivo una profonda angoscia.

All’epoca non avevo gli strumenti per capire che stavo attraversando una crisi esistenziale.

Un giorno, mi colpì la pubblicità di una scuola di naturopatia.
Non sapevo esattamente cosa stessi cercando, ma quella semplice curiosità è diventata un punto di svolta.
Iniziai il percorso formativo… e con esso cominciò anche il mio cambiamento.

Fu proprio durante quel cammino che mi avvicinai al mondo del massaggio, parte integrante della naturopatia.
Da subito, il lavoro corporeo mi ha parlato in modo chiaro: percepivo le tensioni fisiche ed emotive delle persone, riuscivo a “leggere” i loro corpi, a sentire il loro dolore anche quando tacevano.

Ma c’era un paradosso: sentivo gli altri, ma non sentivo me stessa.
Non percepivo il mio corpo, la mia rigidità, le mie emozioni. Il mio dolore.

È stato un percorso lungo, profondo, fatto non solo di formazione, ma soprattutto di trasformazione.
Un lavoro intenso su di me, sulle mie ferite, le mie resistenze.
Un ritorno lento e consapevole a me stessa.

Ho imparato che non si può accompagnare nessuno in un luogo in cui non si è mai stati.
Solo attraversando le mie ferite ho potuto davvero essere presente, con autenticità, per gli altri.

Nel 2019 ho aperto il mio studio di massaggi, spinta dal desiderio di offrire ciò che avevo iniziato a scoprire: uno spazio di cura, ascolto e trasformazione.

Da allora continuo a formarmi, a esplorare, a crescere.
Ma soprattutto continuo, ogni giorno, a lavorare su di me.

Perché il viaggio più vero — e più profondo — resta sempre quello dentro di sé.

L’ascolto profondo è diventato il cuore pulsante del mio lavoro.
Un ascolto che va oltre le parole.
Attraversa il corpo, l’energia e il silenzio.
È lì che nasce la vera connessione.

Il corpo racconta io ascolto

Spesso mi chiedono perché ho scelto i massaggi come percorso. La verità è che non l’ho scelto davvero: è stato il corpo, mio e degli altri, a chiamarmi. Ho capito presto che ogni persona comunica, fin dal primo gesto — come si muove, come saluta, come respira. E che ogni corpo parla: racconta con le mani, con il volto, con le tensioni silenziose che lo abitano. Non serve altro. Nel silenzio, il corpo sussurra storie che spesso la mente ha sepolto: emozioni, paure, verità profonde.
Nel mio lavoro, l’ascolto è tutto. Ma non è solo ascoltare con le orecchie: è sentire con le mani, osservare con gli occhi, accogliere con presenza. Quando una persona entra, ogni dettaglio è prezioso: postura, tono, silenzi. A volte è da lì che nasce il primo spiraglio di comprensione.
Leggo molto, mi nutro di psicologia, fisica quantistica, medicina cinese — ma è nel contatto che tutto si intreccia. Lì si incontrano empatia, competenze e intuizione.
Il corpo non mente: mostra ciò che la mente ha imparato a nascondere. E se impariamo ad ascoltarlo con rispetto, diventa guida, chiave, porta d’accesso al cambiamento.

Da dove nasce questo percorso

Mi viene spesso chiesto perché ho scelto i massaggi come percorso e questa domanda me la sono fatta anch’io svariate volte. 

Leggo tanto, mi interesso di psicologia, fisica quantistica e medicina cinese, sento le storie dei miei clienti, vedo e “ascolto” i loro corpi, mi connetto alla sofferenza e al dolore di ogni singolo corpo e allora entrano in gioco tutte le mie conoscenze formative e non solo, ma anche tanta empatia e le due energie si uniscono, comunicano.
Non serve altro, nel silenzio il corpo “parla”, le mie mani sentono, le nostre menti si spengono per un momento e tutto accade. 

Dalla mia esperienza professionale ma anche individuale, grazie ai percorsi di crescita personale e non solo, ho compreso che l’intelligenza psichica protegge, aiuta la mente a dimenticare, rimuove i traumi depositandoli nelle nostre profondità, ci svia dalle verità per non soffrire, invece il corpo ci fa vedere la sua intelligenza in modo brutale, vera, senza confini e intralci, tramite i dolori e malattie finché non cominciamo a prenderci cura di lui, ad ascoltarlo.

Il corpo racconta: io ascolto

Tutti noi abbiamo un talento. Il mio è l’ascolto.
“È impossibile non comunicare” è uno dei cinque assiomi formulati da Paul Watzlawick e dalla Scuola di Palo Alto. Ogni persona comunica, fin dal primo istante: dal modo in cui entra, saluta, si muove nello spazio, si toglie le scarpe o la giacca… ogni gesto parla.

Osservo con attenzione la postura, il passo, l’energia con cui si presenta. Anche il silenzio racconta. Spesso, prima ancora delle parole, sono il volto, le mani e il corpo a svelare una storia.

Nel dialogo iniziale, ogni espressione, ogni pausa e movimento diventa un segnale prezioso. Spesso si parte da un dolore, una tensione, un fastidio: piccoli segnali che contengono già, in sé, le risposte.

Nel mio lavoro, ascoltare non significa solo cogliere le parole, ma anche percepire ciò che resta inespresso. La comunicazione non verbale rivela emozioni, timori, speranze.
Accogliere, per me, significa creare uno spazio sicuro, senza giudizio. Significa esserci davvero: con presenza, empatia e rispetto. È da qui che nasce la fiducia, base imprescindibile di ogni percorso di cura.

I valori che mi guidano

  • Ascolto: prima di ogni tecnica, c’è la relazione.

  • Accoglienza: nessuna parte di te verrà giudicata.

  • Intuito: lascio che il corpo mi guidi verso ciò che ha più bisogno di essere visto.

  • Delicatezza: credo nei trattamenti profondi ma non invasivi.

  • Presenza vera: sono con te, nel momento, con rispetto e autenticità.

Se senti che è tempo di tornare a te, io sono qui.

Con mani che ascoltano e silenzi che accolgono.