Racconti

Voci di chi ha attraversato un pezzo di strada con me.

Racconti

Vorrei aprire questa pagina raccontando me stessa. Parlare non è il mio punto di forza, e ho sempre pensato che faccio questo lavoro proprio perché non servono tante parole.
Mi sveglio al mattino con mille cose da fare e, da buona nottambula, con poca energia.

Ma poi percorro la strada che mi porta allo studio. Arrivo davanti alla porta, faccio un respiro profondo mentre la apro…

Entro, e tutta la stanchezza, tutta la lista di cose da fare… puff… svanisce.
È come se attraversassi una soglia invisibile.

Entro in un luogo che non ha tempo, dove lo spazio sembra non avere contorni. L’aria cambia.

C’è un profumo che conosco: quello delle lacrime, dei dolori, dei racconti “scomodi” che spesso la nostra società evita di ascoltare.

Comincio a preparare lo studio: il lettino, le luci, la musica, le candele…
Poi chiudo gli occhi, e il mio corpo comincia a percepire.

Non so spiegare a parole cosa sente, ma lui… sa.
Lascio libertà. Non sempre chi arriva vuole raccontarsi.

A volte si sdraiano sul lettino e mi dicono: “Fai tu”.
E io faccio.

La mente si spegne. Le due energie si incontrano, si ascoltano, si fondono.

Con delicatezza tocco, e in quel momento accade la magia: le mani sanno.
Sanno dove andare, con che ritmo, con che intensità.

A volte arrivano immagini, parole. Per me non hanno un significato preciso, ma quando le condivido, spesso toccano corde profonde.

Perché semplicemente… l’anima riconosce.
E così arrivano consapevolezze, rilasci emotivi.

Il corpo ricorda, accoglie, scioglie: traumi, irretimenti, rigidità…

Lasciando spazio alla comprensione, alla leggerezza, alla gioia, alla bellezza che ogni persona porta dentro di sé.
Da parte mia, arriva sempre e solo una cosa: gratitudine immensa.

Ecco perché mi considero una persona di poche parole:
perché l’immensità di ciò che il corpo sente non potrà mai essere raccontata davvero con parole.

La mia esperienza alle Canarie!

Passata una settimana dalla conclusione di questo ritiro, ho aspettato a scrivere per riuscire a trovare le parole giuste, ma ho capito che non sempre ci si riesce a spiegare a parole certe cose.

La decisione di andarci è stata accompagnata dalla parola Libertà che ha risuonato forte in me ma nonostante ciò fino all’ultimo ho tentennato se andare oppure no. Avevo in testa solo la domanda: ma perché ci vado? Questa parola, Libertà, era diventata superflua.

Beh, senza giri di parole, sono arrivata in questa terra di fuoco, con sensi di colpa per essere lontana da casa per cosi tanto tempo e con la domanda che ha cambiato in: perché sono qui?

Giorni di introspezione, giorni in cui la mia testa cercava di capire.

Ogni compagno di viaggio mi ha mostrato una parte di me. Montagne sacre, l’oceano, la sabbia, le dune, la loro potenza mi hanno “parlato”, mi hanno fatto rivivere dei traumi, dei dolori rimasti in latenza, mi hanno portato chiarezze e consapevolezze.

Nelle condivisioni sentivo spesso la parola libertà ma io non riuscivo a dirla, ho capito che le parole hanno dei significati che pronunciandole si perdono, sono dei significati inspiegabili.

E lì, in mezzo a tutto questo, ho incontrato la bellezza.
Una bellezza diversa da quella che gli occhi sono abituati a vedere:
la bellezza di una parola che ti tocca il profondo del cuore,
la bellezza di uno sguardo che ti legge dentro,
la bellezza che si nasconde in parole condivise, che sembrano tratte dal libro della tua anima.

 Ho visto l’amore — un’altra parola spesso fraintesa, troppo usata, talvolta svuotata, usata con leggerezza.

 Ho visto anime che si capiscono da un semplice sguardo, da una battuta piena di significato, da un gesto apparentemente innocente.

Libertà…beh non riesco a trovare il giusto senso, è un qualcosa di potente che viene da dentro, è un atto di verità verso te stesso e il mondo.

Perché sono andata a questo ritiro?

Non ho una risposta…spesso ci si aspetta cambiamenti visibili agli occhi e non ci si accorge che il cambiamento è gia avvenuto, nel silenzio la vita ti attraversa, incarni un’energia diversa, piano piano cominci a diventare TE.

Per concludere, il saluto alla nostra “guida” è stato avvolto in un abbraccio; e chi mi conosce sa che non sono una da baci e abbracci, ma quell’abbraccio silenzioso conteneva più di mille parole.
Non c’era spazio per altro… c’era già tutto, lì, rinchiuso in quell’abbraccio.

Non è cambiato niente…ma è cambiato tutto!!

È quasi impossibile trovare le parole giuste per descrivere il viaggio profondo che ho intrapreso grazie a Maggie.

Prima di incontrarla, avevo investito tanto nel mio percorso personale di crescita, ma avevo completamente trascurato il mio corpo. Maggie è stata la luce che mi ha guidata verso una nuova consapevolezza: mi ha insegnato a prendermi cura del mio corpo ascoltandolo consapevolmente, interpretando ogni dolore o disequilibrio fisico dal punto di vista psicosomatico ed energetico.

Ho fatto esperienza di quanto sia essenziale coltivare una connessione armoniosa tra corpo, mente e anima, perché solo così si può raggiungere un vero equilibrio. Fin dal primo incontro, ho sentito una connessione profonda e speciale con Maggie. Nonostante le mie insicurezze e pregiudizi rispetto al mio corpo, mi sono affidata completamente a lei. La sua accoglienza è sempre di una delicatezza infinita, fatta di rispetto, empatia e una comprensione rara di ciò che sono e di ciò che il mio corpo racconta.

Ogni seduta con lei è un passo verso la mia evoluzione. Varcare la porta del suo studio è entrare in un luogo sacro. Mi affido a lei con la certezza non solo della sua straordinaria competenza professionale, ma anche della sua sensibilità innata, della sua energia e purezza d’animo. È un dono raro, prezioso, che si percepisce appena si entra in contatto con lei.

Questo permette ad ogni trattamento di raggiungere sempre più profondità, sciogliendo emozioni, traumi, irretimenti generazionali e antiche memorie, cristallizzate nelle cellule dell’organismo per riportare nuova coscienza ed energia nel corpo.

I trattamenti con Maggie sono balsamo per il corpo, la mente e l’anima.

E’ decisamente una brutta giornata.

Piove, fa’ freddo e sembra che l’inverno non se ne voglia andare.

E poi c’e’ il resto.  In special modo un problema che per essere eufemistici “ non mi fa’ stare bene “.

Non ho voglia ne’ di prendere delle pillole, non ho voglia di niente, ne’ di parlare con nessuno.

Poi mi viene in mente  Maggy.

Un massaggio ? Rilassante magari. Potrebbe funzionare ?

Se non altro sara’ per piu’ di un’ora che qualcuno  si prendera’  cura di me.

Cosi’ la chiamo.

Quando arrivo le parlo un po’ di tutta la situazione e lei mi chiede “ Ti fidi “ ?

Figuriamoci,  al 100%

Cosi’ mi propone un  “ massaggio emozionale   “

Di natura sono scettica ma so’ che la mia parte  sensibile e’ sempre molto pronta e altrettanto  quella emozionale.

Comincia dai piedi e io cerco di liberare la mente e di sentirmi pronta ad accogliere tutte le sensazioni.

Ma subito appare una visione.

Il mio corpo e’ ricoperto da una lastra di metallo fatta in migliaia di piccoli pezzi e se cerco di toglierne uno sotto appare la carne viva.

Ergo  “ quel  problema “ e’ vivo;  mi impedisce di  sentirmi libera e non mi permette  per il momento  di affrontarlo  perche’ farebbe male.  Devo elaborarlo.

Dopo  un lasso di tempo passa alla mano destra ed ecco che immediatamente mi appaiono, come se lo stessi vivendo, le mie donne.

Mia mamma, mia zia e mia nonna. Tutte e tre mi stanno coccolando e la sensazione e talmente reale e viva che mi sento venire le lacrime agli occhi. Mi sembra quasi di sentire il profumo che usavano.

Non e’ un sogno ad occhi aperti, non e’ una suggestione ovviamente.

E’ come se le nostre due energie vibrassero all’unisono e lei riuscisse a far si’ che io riesca a  focalizzare e canalizzare quello di cui ho bisogno in quel  momento.

E di energia empatia ce ne deve essere moltissima perche’  di fondo io  sento subito se dall’altra parte c’e’ una persona di cui mi posso fidare e che ha quel tocco di magia che non tutte le donne possiedono.

E’ una maga, una bruja come si dice in  spagnolo, e’ una professionista ma con quel “ di piu’ “ che fa’ la differenza.

Passa alla mano sinistra e le visioni cambiano. Lasciano il posto alla mente e a quella parte di inconscio che ci portiamo dalla nascita. E’ una visione che avevo anche da piccola e che avevo dimenticato.

Anche qui mi stupisco di come sembra che sulla nostra pelle  siano impressi i nostri pensieri piu’ profondi e intimi. E  come riescano ad emergere dopo anni e anni.

Alla fine passa alla testa.

Sento che la mia testa si sta’ trasformando in un vaso.

E che dal vaso esce a fiotti un fumo denso nero che se ne va’.

Tutte  le celluline del mio corpo si liberano da  questo fumo nero.

E pi di colpo, quando il corpo e’ finalmente libero, ecco che scende un fiotto di luce dall’alto  bianca e purissima che entra e vivifica ogni organo potenziandolo di energia.

Il massaggio e’finito.

Me ne sto’un attimo sul lettino.

Sento che una  parte del mio problema si e’ come sciolta.

Ed e’ gia’ molto.

Parlo con Maggy che mi conferma di aver visto anche lei parte di quello che avevo visto io

Bisognerebbe riscoprire queste tecniche antiche che come ben scriveva” Clarissa Pinkola  Estes  in “ Donne che corrono coi lupi “ .

Cito ( Da qualunque cultura sia influenzata, la donna comprende intuitivamente le parole donna e selvaggia. Quando le donne odono queste parole, un’antica, antichissima memoria si rimescola e torna in vita . )

Che tutti noi siamo connessi  gli uni agli altri e bisogna solo saper trovare la propria “bruja “.

Io l’ho trovata.

 

 

 

 

 

 

 

Ho incontrato Maggie a una serata di costellazioni. A fine incontro, le chiedo cosa fa nella vita e lei, con quella semplicità che la contraddistingue, mi dice:
“Faccio massaggi.”
Ma subito un’amica lì vicino interviene:
“No, Maggie non fa solo massaggi. Fa molto di più.”
E aveva ragione.

In quel momento ero a pezzi. Emozioni in subbuglio, il corpo in difesa, la paura del contatto. Ero stanca, un po’ spenta. Avevo un mal di schiena che non mi lasciava dormire, e allo stesso tempo un bisogno forte di rimettermi in piedi. Avevo timore di farmi “toccare”, ma quella parte dentro di me che non si è mai rassegnata ha preso il sopravvento. Così le ho scritto.

Ero agitata, lo ammetto. Avevo alzato tanti muri che anche solo lasciarmi avvicinare mi faceva paura. Ma con Maggie ho sentito da subito una cosa chiara:
che poteva aiutarmi.
Come se già sapesse qualcosa di me, anche senza che glielo dicessi. Una sensazione difficile da spiegare, ma molto reale.

Quel primo incontro non era solo un massaggio.
Era un lavoro profondo, che univa tutto quello che Maggie è e sa — con dolcezza, presenza, e quel modo tutto suo di arrivare esattamente dove serve, senza mai forzare.

Seduta dopo seduta, Maggie mi ha aiutata a vedere meglio.
Attraverso costellazioni, registri akashici, Reiki, lettura dei piedi — e mille altre cose che sembrano emergere al momento giusto — mi ha portata più vicino a certe parti di me.
Mi ha restituito immagini, intuizioni, sensazioni che parlavano della mia storia, del mio corpo, di quello che c’era da guardare.
Mi ha dato nuovi sguardi, nuove consapevolezze.
Poi toccava a me starci dentro.
Lei c’era, sempre, ma il cammino era mio.

Mi ha aiutata a ritrovare un filo. A stare nel corpo, a capire un po’ di più anche quello che non riuscivo a spiegare.
E quel mal di schiena? Sparito dopo una seduta.

Consiglierei Maggie a chi vuole fare pace col proprio corpo — e con tutto quello che il corpo porta con sé.
Anche a chi è curioso, ma incerto.
Perché Maggie lavora con presenza, rispetto e profondità.
E se sei disposto ad aprirti, qualcosa cambia. Davvero.